CHIESA AUTONOMA ORTODOSSA ITALIANA
EGLISE ORTODOXE AUTONOME D'EUROPE
Chiesa Autonoma Ortodossa Italiana - Patriarcato di Kiev
 
SUA EMINENZA TEODORO
 

Riflessioni di Theodoro Corino lette alla veglia ecumenica per "l'accoglienza delle persone omosessuali nelle chiese" tenutasi a Milano il 20 Dicembre 2008

E' giusto avere paura in un tempo in cui omofobia e razzismo, sotto il velo ipocrita dei discorsi che contraddicono le scelte concrete, sono attivi e influenzano le scelte di chi detiene il potere? Parole come frocio, finocchio, negro e perchè no, anche ebreo, sono pietre, cose, davar... Esse entrano nei salotti, macchiano le poltrone e i divani delle stanze in cui vengono pronunciate e non si cancellano più.
Talvolta le minacce sono ancora più esplicite,perchè vengono dalle istituzioni, che cercano di legittimarsi appellandosi a una presunta morale che morale non è, perchè isola, discrimina, perseguita e uccide. Cosa sta accadendo? Dove stiamo andando?

L'anno prossimo a Gerusalemme, dicono i nostri fratelli ebrei, i figli del popolo che ha dato al mondo Gesù. Questo augurio diventa l'augurio di tutti coloro che vivono la paura dell'esclusione, della discriminazione e dell'emarginazione.
Non c'è da sorridere in un mondo che non riconosce il Volto di Cristo nel volto di ciascun uomo. E anche noi siamo tristi come i cristiani dei primi secoli, che venivano identificati per la loro tristezza: le ferite che vediamo ogni giorno sono troppe perchè il nostro cuore non pianga unendosi al cuore di Cristo, che viene ferito da quanti disprezzano il fratello. Il riso ha abbandonato i nostri volti, ma la gioia della Speranza non ha abbandonato i nostri cuori, perchè ci sostiene la certezza di essere tutti figli di Dio.

L'anno prossimo a Gerusalemme! E' questo l'augurio che ci facciamo. L'anno prossimo in una terra in cui non si è ancora spento il rumore dei passi di Gesù, in un mondo
che finalmente sceglie di riconoscere il suo volto nel volto dell'uomo. E se non sarà tra un anno, la nostra gioia non cambia: i millenni e gli istanti non fan differenza quando sono vissuti nella speranza di vedere finalmente il volto di Dio.

Perchè, anche quando pensiamo che tutto sia perso, per le tenebre che coprono ogni cosa e sembrano cancellare le impronte lasciate dai passi che Gesù ha voluto fare accanto a noi, ciascuno di noi, testardo, ripeterà l'identica frase: "L'anno prossimo a Gerusalemme. L'anno prossimo insieme, fratelli nel tempio di Dio".

 

Considerations by Theodore Corino, read at the ecumenical vigil for "the welcoming of homosexual people in the churches" held in Milan on the 20th of December, 2008.

Is it right to be worried by an age in which homophoby and racism, under the hypocrite veil of good speeches, often in contradiction with the concrete actions, are actively influencing the choices of decision makers? Words like faggot, nigger, and, why not, jew, are stones, things, in Hebraic language they are called davar, so to say, only words. But they enter in the lounges, they mark the armchairs and the sofas of the living rooms where they are said, and they cannot be deleted anymore.
Sometimes menaces are even more explicit, because they come from institutions, and these institutions try to legitimate themselves with an obedience to some supposed ethics, which are not true ethics, because they are an isolating, discriminating, persecuting and killing force. What is it happening? Where are we going to?
The next year in Jerusalem, our Jewish brothers say, and they are sons of the people who gave Jesus to this world. And so this wish becomes the wish of all the people who live their same fear of exclusion, discrimination and emargination.
It is not easy to smile in a world which does not recognize the Face of Christ in every man. And we are as sad as the Christians of the first centuries, who were recognizable by their sadness: the wounds that we see every day are so many that our heart cannot but cry in union with the heart of Christ, wounded by everyone of us when he despises his brother. The smile has left our faces, but the joy of Hope has not left our hearts, because it supports us in the certainty of being all sons of God.

The next year in Jerusalem! This is the wish that we make each other. The next year in a land where the noise of Jesus' steps is still not forgotten, in a world eventually able to recognize his face in the face of man. And, if it will not be within a year, our joy does not change: millenniums and instants are not different when they are lived in the hope of eventually seeing the face of God.

Because, even when we thing that everything is lost, the dark that is covering everything and seems to hide the footprints left by the steps that Jesus has wanted to do at our side, every one of us, stubbornly, will be able to repeat the same identical sentence: "The next year in Jerusalem. The next year together, brothers in the temple of God".

 

Home page

 
MONS. TEODORO CORINO - VIA TEVERE N° 9 – 17052 – BORGHETTO S.S. (SV)
– Tel. 0182.941537